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Dalla rete, Interventi

Sulla questione dei testi scolastici digitali: come arrivarci?

Alcuni recenti interventi e prese di posizione in merito alla questione dell’uso di libri digitali a scuola, sono un evidente sintomo della centralità di tale argomento per l’intero universo scolastico. Su tale questione, infatti, sono intervenuti ultimamente in tanti a cominciare dal ministro Carrozza. Voci autorevoli come quelle di sottosegretari o alti funzionari del MIUR, docenti universitari, esponenti sindacali, rappresentanti di case editrici, associazioni studentesche e dei genitori, ma anche singoli docenti.

Leggi l’intervento completo su Bricks.

Discussione

5 pensieri su “Sulla questione dei testi scolastici digitali: come arrivarci?

  1. Reblogged this on LE.TE. Le Educazioni Tecnologiche and commented:
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    Pubblicato da mrsfraba | 6 settembre 2013, 4:08 pm
  2. cercavo la risposta e invece…come al solito, lo chiedono anoi!!!

    Pubblicato da antonella | 6 settembre 2013, 11:25 pm
  3. Caro Giuseppe, aldilà di spot pubblicitari di scuole che hanno comprato bei giocattoli tramite qualche progetto e che poi in pochi (o nessuno) comprerà, quella dei testi elettronici è una realtà che prenderà piede tra molti anni.
    Infatti i problemi sono molteplici. In primis la mancanza di contenuti digitali specifici, poi ci sono gli interessi editoriali, poi ci vogliono tanti bei soldini e, ovviamente, la resistenza alle nuove tecnologie di tanti colleghi (e non solo anziani).
    Io ho provato già quattro anni fa a proporre l’acquisto di ebook reader per ogni alunno riempito con ebook e materiale digitale dei docenti, proponendo alle case editrici un acquisto forfettario per la licenza per tutti i docenti e studenti degli ebook e ad un prezzo forfettario (a prezzi molto inferiori rispetto al cartaceo) e alle famiglie una tassa più alta, ma sempre di gran lunga più bassa rispetto all’acquisto dei libri cartacei.
    Per i suddetti motivi mi hanno sonoramente bocciato la proposto.
    Ho quindi provato un’altra strada, ossia quella di installare nello spazio web scolastico un software per l’e-Learning (moodle) m l’ho usato e lo uso solo io. Nessuno vuole creare learning object e in pochi vogliono imparare ad usare la piattaforma. E pensare che a un costo quasi nullo si potrebbe seguire i ragazzi a distanza, fornire loro materiale didattico, moderazione in forum di apprendimento, ecc… Niente, tutto vano.
    Quindi caro peppe, tranne qualche raro caso, siamo ancora lontani dall’idea di scuola moderna che metta sempre più al centro dell’azione educativa l’alunno grazie all’uso delle nuove tecnologia. Speriamo in un futuro non troppo lontano.

    Pubblicato da Fabio Cantaro | 7 settembre 2013, 11:56 am
    • Certo, caro Fabio. L’è dura! Io però posso dirti che se ti limiti “a dare l’esempio”, a cominciare a fare didattica innovativa e ad usare le tecnologie in classe con i ragazzi… poi qualcosa succede. Si interessa qualcuno, qualcuno ti chiede, qualcuno ci prova e magari ci riesce… Certo che dovrebbe essere fatta una formazione capillare e seria (lo ripeto da anni, ahimè). L’e-learning forse non è il miglior modo per incoraggiare i colleghi “digi-timidi”, si dovrebbe partire con cose già pronte. Forse non ha molto senso cercare di far diventare un docente “creatore di learning object” quando c’è già tanto materiale pronto. Anche gli editori sono indietro comunque. Io penso però che non siamo noi (quelli come te e me o come tanti del nostro gruppo FB) che dobbiamo arrenderci. Buon lavoro.

      Pubblicato da Giuseppe Corsaro | 7 settembre 2013, 7:43 pm

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