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Dalla rete, Interventi

DALLA NEKNOMINATION ALL’ARTNOMINATION: LA SCUOLA CHE “PENSA DIFFERENTE”

artnominationSe vieni nominato, entro ventiquattr’ore devi riprenderti mentre ti scoli al vetro una bottiglietta di birra o qualche altro tipo di alcolico o superalcolico. Poi devi postare il video su facebook, nominando a tua volta uno o più amici i quali dovranno continuare la “catena”. Queste, in pratica, le regole della neknomination che impazza tra giovani e giovanissimi su facebook da qualche tempo a questa parte. Qualcuno ha deciso di rispondere a tutto ciò in modo originale e sicuramente intelligente inventandosi l’artnomination. Sto parlando di Alessandra Rucci, dinamica Dirigente dell’Istituto “Savoia Benincasa” di Ancona, spesso all’attenzione dei media come esempio positivo di investimento nelle nuove tecnologie e nei metodi d’insegnamento innovativi. Giorni fa mi sono trovata sulla bacheca facebook la sorridente Rucci che, in un video di pochi minuti, recitava alcuni passi della Divina Commedia, spiegando di voler far partire una “catena” a colpi di arte. Insomma, chi viene nominato deve riprendersi mentre legge, recita, canta o interpreta in qualsiasi modo artistico un componimento a sua scelta. La Dirigente, con la complicità di una sua docente, ha quindi nominato alcuni suoi alunni e addirittura alcuni insegnanti, al motto di “we think different”. L’idea, mi ha spiegato la Rucci, è arrivata sotto la spinta di un articolo che parlava di neknomination e fallimento della scuola. Nel giro di qualche giorno non pochi alunni e docenti hanno iniziato a rispondere all’artnomination, citando autori diversi, da Kant a Vasco Rossi, da Baudelaire a Susanna Tamaro e tanti altri. Tale esperienza ha suscitato in me numerose domande: la scuola può fare qualcosa contro mode diseducative e potenzialmente devastanti? Ma soprattutto, mi chiedo, la scuola deve fare qualcosa? O ha il diritto di starsene in silenzio, perché quando i nostri alunni oltrepassano il cancello dell’Istituto scolastico sono altro rispetto a quello che sono all’interno? Ciò che sono, fanno all’esterno e soprattutto ciò che appaiono o vogliono apparire in rete non è affare nostro o è imprescindibile per capire il loro percorso di apprendimento? Il nostro mestiere, in fondo, è prendercene cura solo quando sono dentro le mura scolastiche oppure oggi l’ambiente di apprendimento è molto più vasto e, forse, non ha più confine? Credo che il dilemma fondamentale sia: vogliamo semplicemente insegnare una materia o piuttosto educare un essere umano nella sua totalità?
Vittoria Paradisi (v.paradisi@email.it)

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Discussione

2 pensieri su “DALLA NEKNOMINATION ALL’ARTNOMINATION: LA SCUOLA CHE “PENSA DIFFERENTE”

  1. L’ha ribloggato su VITTORIA 2.0e ha commentato:
    Il mio articolo sull’artnomination

    Pubblicato da vittoriaparadisi | 17 marzo 2014, 9:00 am

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  1. Pingback: DALLA NEKNOMINATION ALL’ARTNOMINATION: LA SCUOLA CHE “PENSA DIFFERENTE” | Lim e dintorni - 13 maggio 2014

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