//
stai leggendo...
Interventi

Come coltivare la mentalità innovativa nei nostri ragazzi

Molte delle idee e dei passaggi che vi propongo in questo articolo sono liberamente tratti e tradotti da un post pubblicato su Edutopia, e che merita di essere diffuso anche qui in Italia. Parla di come coltivare la mentalità innovativa tra i nostri studenti, direttamente nelle classi.

Saper innovare è saper costruire

L’autore è Glen Tripp, che nel 2002 -ancora studente a Stanford- assieme ad alcuni amici intuirono che il mondo aveva bisogno di più innovatori e “problem solver”. C’era bisogno di creare opportunità per integrare ciò che i ragazzi imparano durante il canonico insegnamento scolastico con una nuova e intensa esperienza, quella di avvicinarsi senza timore e con creatività all’apprendimento, esattamente come autentici innovatori. E così nacque Galileo Learning.

Si tratta di una rete costituita attualmente da 42 innovation camp, dislocati nell’area di San Francisco, USA. Le attività che li caratterizza sono basate sull’Approccio Galileo all’Innovazione (abbreviato in “GIA”), un distillato di tutto ciò che i bambini hanno bisogno di imparare per immaginare e creare un mondo migliore, ovvero acquisire la mentalità innovativa, la conoscenza e attuare i processi.

I ragazzi interiorizzano l’approccio Galileo attraverso una serie infinita di progetti artistici, esperimenti scientifici e attività all’aria aperta. Pare che i genitori dei bambini che partecipano agli innovator camp GIA affermino i loro figli trasudano una fiducia ritrovata. Non hanno più paura di sbagliare, consapevoli del fatto che gli errori fanno parte del percorso naturale per arrivare ad affinare le loro idee. E continuano a creare opere d’arte e inventare aggeggi mediante un approccio problem-solving con materiali riciclabili anche a casa propria, molto tempo dopo aver terminato il campo estivo.

Galileo Galilei, santo patrono dell’innovazione

Glen Tripp e i suoi hanno chiamato il loro metodo di apprendimento Galileo, ispirandosi allo scienziato italiano perché è stato un innovatore radicale. Ha avuto il coraggio di sfidare lo status quo e ha avuto la visione per tracciare nuovi sentieri. Era un pensatore fuori dagli schemi in un momento storico nel quale era facile essere perseguitati e messi in prigione proprio per questi motivi. Cosa che, come ben sappiamo, a Galileo accadde effettivamente.

Lo spirito di Galileo è vivo e vegeto nel nostro tempo, lo sperimentiamo ovunque, nelle innovazioni in arte, tecnologia, musica, medicina, ingegneria e comunicazione. Il suo è il gene innovatore sul quale sono basate le attività che vengono proposte negli innovator camp Galileo.

L’approccio Galileo all’innovazione – GIA

Come già accennato, gli studenti sono spesso riluttanti a impegnarsi in un lavoro creativo, perché temono gli errori che fanno e sono sopraffatti dalle sfide di progettazione aperta, perché in genere prediligono un obiettivo chiaro da raggiungere. Possono addirittura arrivare a rinunciare quando incontrando delle difficoltà, sperimentando una battuta d’arresto.

Per contrastare questo fenomeno, il metodo GIA si basa sull’identificazione di un insieme di attributi fondamentali per maturare “la mentalità dell’innovatore Galileo”, ovvero essere:

  • Visionario
  • Coraggioso
  • Collaborativo
  • Determinato
  • Riflessivo

Ma questi concetti sono solo il punto di partenza. Tutte le attività proposte negli innovator camp Galileo puntano a rendere efficace e reale per gli studenti la cultura della creatività e dell’innovazione. Nei camp, dopo appena un paio di settimane gli studenti diventano rapidamente propensi a immaginare nuove possibilità, a prendere rischi, a costruire idee fuori dagli schemi, e proseguire fino a raggiungere i loro obiettivi. Obiettivi aperti, che essi stessi si pongono e rielaborano.

8 strategie per insegnare l’innovazione

Il primo passo è quello di appendere ben visibile in classe un poster con i cinque elementi della mentalità dell’innovatore come quello qui sotto (o anche una propria versione). E’ importante poi spiegare ai nostri studenti il significato di ognuno di essi. Se saremo in grado di ispirarne l’essenza, mettendo in risalto che il nostro obiettivo è più grande che quello di impartire semplicemente conoscenze, dichiareremo di vedere i nostri studenti come persone che hanno il potere di tracciare il proprio corso, piuttosto che rimanere vittime delle circostanze.

Gli ingredienti per una mente innovativa

Gli ingredienti per coltivare una mente innovativa

Vediamo ora come adottare tecniche e processi che rafforzano la mentalità dell’innovatore, peraltro presente naturalmente in ogni bambino.

1. Assegnare progetti significativi con varie bozze o iterazioni

Quando mettiamo in grado gli studenti di vivere l’esperienza di affrontare qualcosa più volte, con modalità differenti prima di arrivare al risultato confrontando il primo progetto con il prodotto finale, imparano ad includere il potere del fallimento nel processo creativo, e sono più disposti a provare cose nuove rimanendo determinati.

2. Evidenziare un elemento alla settimana

Riferiamoci a un elemento specifico della mentalità quando si discute in classe del compito specifico di una determinata settimana, e descriviamo in che modo gli studenti possono praticare quell’elemento nello stesso contesto. Si può provare per l’intera settimana a chiedere agli studenti di condividere momenti in cui essi stessi (o i loro compagni) mostrano la mentalità innovativa, facilitando il riconoscimento tra pari. Prendetevi del tempo per affrontare una discussione nella quale gli studenti possano riflettere su come applicare l’elemento innovativo della settimana abbia influenzato il loro lavoro e la loro esperienza.

3. Usare l’esercizio di feeback “Due stelle e un desiderio”

Costruiamo momenti di riflessione e feedback durante il nostro tempo classe. Con l’esercizio “Due stelle e un desiderio” chiederemo agli studenti di evidenziare e condividere le due cose (stelle) che si apprezzano di più del progetto di un compagno di classe e proporre un suo aspetto da migliorare (desiderio). In questo modo indurremo la capacità di dare e ricevere feedback, sostenendo il pensiero critico, e creando un ambiente di valutazione e apprendimento collaborativo tra pari.

Due stelle per il merito e un desiderio per migliorare

4. Celebrare i fallimenti con il muro degli “Errori meravigliosi”

Quando qualcosa non funziona nella progettazione di uno studente, invitiamolo ad annotarlo su un post-it e incollarlo sul muro degli “Errori meravigliosi”. Chiediamogli di includere una frase che descriva come l’errore può essere stato utile per affrontare la fase successiva del lavoro. Invitiamo gli studenti in un applauso (o altro rituale di festeggiamento) ogni volta che il muro viene utilizzato. Ciò servirà da un lato a elaborare emotivamente gli errori, dall’altro a condividerli come strumento di miglioramento del lavoro.

5. Impegnarsi con gli studenti in conversazioni riflessive sul loro lavoro

Qual è stata la tua visione? La cosa più difficile? Che cosa non ha funzionato nel tuo primo tentativo? Cosa faresti se tu avessi più tempo o risorse diverse? Questa pratica supporta l’apprendimento attivo e aiuta gli studenti a pensare a sé stessi come attori e creatori nel mondo che li circonda.

6. Personificare la mentalità innovativa

Bisogna rendere reale la mentalità innovativa per gli studenti, condividendo vicende umane storiche (pensiamo allo stesso Galileo, o altri scienziati, inventori, esploratori, artisti) ma anche storie della stessa comunità degli studenti, che esemplificano i differenti 5 elementi della mentalità della quale abbiamo parlato prima. E’ importante mostrare come la mentalità innovativa è fondamentale sia dentro che fuori la scuola.

7. Essere d’esempio

Noi stessi insegnanti possiamo e dobbiamo continuamente rafforzare la nostra mentalità innovativa, è fondamentale per mostrare agli studenti che siamo noi per primi disposti a correre rischi, immaginare nuove direzioni, e naturalmente innovare in classe. Non dobbiamo temere di chiedere a loro stessi un feedback nei nostri confronti, condividere le nostre lotte e imparare con loro.

8. Coinvolgere i genitori

E’ importante condividere anche con i genitori che stiamo enfatizzando in classe, con i loro figli, la mentalità innovativa, per incoraggiarli a fare lo stesso a casa. Stimoliamo gli studenti nell’autovalutazione riguardo la mentalità innovativa e poi discutiamone in occasione degli incontri con i genitori.

Si comincia da qui

Creare una cultura della creatività e dell’innovazione in classe è assolutamente possibile. Ma non è qualcosa che accade il martedì dalle 8:00 alle 13:00. E’ necessario creare ogni giorno modalità per stimolare ed evidenziare la mentalità innovativa, in questo modo cambieremo il modo in cui gli stessi studenti percepiscono il proprio ruolo nella società.

E’ il momento di far nascere la mentalità innovativa dentro e fuori dalla scuola, ogni giorno.

Advertisements

Informazioni su Pietro Blu Giandonato

Sono geologo, la mia attività principale è quella di insegnante di ruolo di scienze alle scuole superiori. Da quasi 20 anni mi occupo anche di GIS e geomatica. Altra mia passione è la tecnologia, soprattutto quando aiuta a vivere e lavorare meglio.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Seguici su Twitter

Articoli Recenti

BlogItalia - La directory italiana dei blog
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: