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Esperienze, Strumenti, Testimonianze, Video

Video Storytelling: Diario di un’esperienza di didattica attiva

Mi è stato chiesto di illustrare il percorso didattico attuato con la mia classe per la realizzazione di un video a conclusione del nostro progetto sul teatro inglese ai tempi di Shakespeare. Alcuni colleghi mi hanno, inoltre, scritto per chiedere delle precisazioni riguardo le modalità di utilizzo di alcuni dei tools web 2.0 impiegati per la produzione di questo video.

Volentieri accolgo l’invito e mi propongo di condividere con voi il percorso di apprendimento attivo che ha coinvolto i miei allievi di quarta liceo in questa esperienza di Digital Storytelling.

Partiamo dal video, che rappresenta una sintesi degli apprendimenti maturati dai ragazzi in un’ottica di Inquiry-based e Project-based Learning:

Descrizione dell’ambiente di apprendimento

Disciplina:   Lingua Inglese
Topics:        Letteratura Inglese; cenni di storia del teatro, della musica e della danza
Progetto:    Theatres at the Time of Shakespeare

 

Gli allievi del Liceo Coreutico studiano danza classica e contemporanea come materie curriculari. La storia del teatro li coinvolge particolarmente, poiché ciascuno di loro sogna di poter un giorno calcare il palcoscenico di un teatro da professionista.

Insegno in questa classe solo da quest’anno. I livelli di competenza in lingua inglese sono piuttosto bassi (pochi B1 ed il resto A2/A1). Il gruppo classe include due allievi DSA. I ragazzi hanno studiato soprattutto grammatica e sono poco abituati ad esprimersi in lingua. Il programma di quest’anno prevede lo studio della letteratura inglese ma – considerate le difficoltà iniziali – ritengo opportuno introdurre gli argomenti in modo facilitato e più motivante.

L’ambiente di apprendimento non è 2.0 e l’uso della tecnologia per la didattica costituisce un problema. La rete WiFi della scuola non è affidabile ed il laboratorio non ci consente l’accesso stabile a Internet.

La strumentazione disponibile dovrà dunque essere principalmente quella che i ragazzi portano con sé (BYOD in tasca): quasi tutti usano infatti What’sApp e sono attivi sulla nostra piattaforma LMS (Edmodo). Utilizzeremo inoltre un iPad, un laptop e gli smartphone dei ragazzi.

La scelta degli strumenti Web 2.0 dovrà inoltre essere condizionata alla loro accessibilità da dispositivi mobili.

Strategie di apprendimento significativo

Inquiry-based e Project-based LearningFlipped ClassroomDigital Storytelling.

Fasi del progetto

  1. Webquest in modalità Flipped per la raccolta delle informazioni
  2. Lavoro di gruppo per la discussione dei risultati e la negoziazione di risposte condivise
  3. Creazione di una prima presentazione per gruppi di lavoro su Padlet
  4. Stesura del copione per il video didattico ed integrazione con altre fonti (libro di testo, altri video, ecc.) mediante lavori di gruppo tematici
  5. Registrazione della traccia audio
  6. Scelta delle immagini copyright-free per il montaggio su Symbaloo
  7. Scelta della colonna sonora di sottofondo con licenza Creative Commons
  8. Upload delle immagini e delle tracce audio su WeVideo
  9. Inserimento degli effetti di transizione e zoom
  10. Inserimento delle frames di testo per l’introduzione dei diversi capitoli
  11. Inserimento dei titoli di coda con attribuzione dei credits per musica e immagini in licenza CC
  12. Editing finale

Descrizione delle fasi di lavoro

Ricerca delle informazioni

Il nostro progetto è partito con una prima fase di scoperta dei contenuti mediante Webquest. Come assignment per le vacanze di Natale, ho chiesto ai ragazzi di esplorare il Globe Theatre di Londra sulla base di un tour virtuale disponibile al seguente sito:

Link al Virtual Tour of the Globe (richiede Flash Player)

Per trovare le risposte alle domande assegnate a ciascun gruppo, i ragazzi dovevano navigare all’interno del sito e leggere/ascoltare diversi contributi, talvolta nascosti nei vari ipertesti.

A questa prima fase di investigazione e raccolta delle informazioni, è seguito il lavoro di gruppo in classe. Gli allievi si sono confrontati sulle risposte individuali e hanno negoziato una versione condivisa. I risultati dei lavori di gruppo sono stati riportati su questo Padlet:

59e8b-padlet_blog_300

 

http://it.padlet.com/laghigna/ylo48q0vxtbz

 

 

Costruzione del concept per il video

Alla ricerca è seguita una fase di brainstorming in plenum per decidere come suddividere la narrazione in paragrafi tematici.

Rielaborazione dei contenuti e stesura del copione

Formazione di nuovi gruppi di lavoro per selezionare e rielaborare i contenuti proposti dagli altri gruppi in base ai diversi paragrafi tematici (Analysis/Evaluation). Integrazione dei contenuti con eventuali informazioni reperite da altre fonti (libro di testo, ulteriori video di uTube sulla ricostruzione del Globe theatre, ecc.).

Pubblicazione delle prime bozze di copione sulla piattaforma Edmodo e correzione a cura della docente.

Registrazione della traccia audio

I ragazzi hanno deciso chi fra loro avrebbe prestato la propria voce per la traccia audio del video. Sono stati così individuati sette Speaker ufficiali.

Per esercitarsi nella pronuncia del brano loro assegnato, gli speaker hanno utilizzato Google Translator che dispone di un’opzione Text-to-Speech molto semplice da usare. Il giorno effettivo della registrazione, abbiamo dapprima ascoltato e ripetuto ad alta voce i brani salvati sul blocco di appunti dell’Ipad (rinunciando ad Evernote per timore che mancasse la connessione Internet); quindi sempre sull’Ipad abbiamo registrato la traccia audio con la App di Spreaker (simile a Soundcloud) che consente la registrazione anche off-line.

La traccia è stata quindi caricata su Wevideo e successivamente tagliata in più spezzoni.

Scelta delle immagini libere da copyright per il montaggio su WeVideo

La selezione delle immagini dal web ha costituito per noi forse la sfida tecnologica più difficile da gestire, sia data l’esiguità degli strumenti disponibili sia per la criticità di promuovere negli allievi maggiore consapevolezza etica riguardo i diritti di utilizzo dei materiali reperibili on line. Per noi docenti è spesso difficile convincere i ragazzi che non tutto ciò che si trova in Internet può essere usato liberamente. Flickr, Photosforclassroom e Google Images (quest’ultimo settato sull’opzione “Allow reuse with changes for non commercial purposes”) sono i siti che ci hanno aiutato di più.

Per la gestione e l’archiviazione delle risorse trovate sul web, abbiamo scelto Symbaloo. Questo bookmarking tool – oltre ad essere facilmente accessibile da qualsiasi tipo di cellulare (Android e IOS) e ad integrare la funzione di Google Search al centro della pagina – ci è servito come repository per la nostra galleria di immagini.

La funzione integrata di Drag&Drop ci ha inoltre consentito di predisporre una prima bozza di slideshow per la sequenza delle immagini da montare nel video e – più tardi – per tracciarne l’origine ai fini dell’attribuzione.

Ecco come si presentava il nostro Symbaloo alla fine dell’ora:

Symbaloo after class research

Scelta della colonna sonora di sottofondo con licenza Creative Commons

I ragazzi hanno dapprima preso in considerazione i brani disponili come opzione accessoria in Wevideo. Non contenti, hanno cercato brani più adatti su www.Jamendo.com. Quindi, hanno salvato i link su Edmodo e la scelta è caduta su tre brani di ispirazione celtica.

Upload delle immagini e delle tracce audio su WeVideo

Come strumento di video editing online abbiamo scelto WeVideo. Questo programma, oltre ad essere gratuito, non richiede l’installazione di software ed è compatibile su ogni tipo di device. L’esportazione del video è possibile su vari canali oltre a quello di Wevideo, fra cui Utube e Vimeo, e rimane gratuita fino a 7,5 minuti al mese. Per video di durata fino a 60 minuti è possibile sottoscrivere update anche solo mensili al costo di 7 US $.

Screenshot della Dasboard di Wevideo

WeVideo - Dashboard

WeVideo è simile a Windows Movie Maker ed è abbastanza semplice da usare. Consente di inserire molti effetti e di aggiungere testi, immagini e parti di video. Un ulteriore vantaggio è dato dal fatto che può essere integrato a Google Drive come estensione di Chrome e consente la collaborazione degli studenti da casa.

In questa modalità, i ragazzi hanno provveduto a:

  • Eseguire l’upload delle immagini. Il programma consente di caricare risorse da hard drive, google drive, dropbox, etc. e di trascinarle semplicemente nello ‘Storyboard‘ (simile a una Timeline), da dove è possibile intervenire per tagliare, separare, velocizzare ed editare i frame.
  • Inserire gli effetti di transizione e zoom
  • Inserire frames di testo per l’introduzione dei diversi capitoli
  • Inserire i titoli di coda con attribuzione dei credits per musica e immagini in licenza CC

Riflessioni ed esiti sullo stile di apprendimento degli allievi

  • Il mio obiettivo prioritario era l’inclusione di tutti gli allievi nel nostro Video Project, evitando la situazione purtroppo frequente in cui solo pochi ragazzi svolgono tutto il lavoro da casa – magari poiché dispongono di migliore tecnologia – mentre gli altri osservano da lontano.
  • L’esperienza ha “incluso” anche i ragazzi con DSA che hanno collaborato non solo alla fase di ricerca e rielaborazione dei contenuti, ma anche al lavoro di montaggio. Il video così realizzato costituisce per questi allievi un buon ausilio audiovisivo, ma fungerà da principale base di studio anche per l’intera classe.
  • La modalità di lavoro scelta ha avuto lo scopo di fare in modo che tutti i ragazzi si sentissero equamente responsabili e motivati verso il raggiungimento dell’obiettivo comune. Oltre a promuovere motivazione e coinvolgimento attivo, il progetto ha inteso favorire maggiore consapevolezza etica circa l’importanza di rispettare le norme a tutela del copyright.
  • I ragazzi hanno lavorato con grande passione, discutendo le varie scelte da operare per la realizzazione del video e dando sfogo alla loro creatività!

Il video finale è forse un po’ troppo lungo – lo sappiamo – ma va’ considerato come esito di un progetto e non come punto di partenza di un’unità di apprendimento. Se proposto a una classe, dovrebbe probabilmente essere suddiviso in spezzoni più brevi. In un contesto tecnologico diverso, anche le soluzioni sarebbero forse diverse. Siamo comunque aperti ai vostri suggerimenti che – come si dice in inglese – “are always more than welcome“!

Il mio ruolo in classe è stato principalmente di coaching e counselling: muovendomi fra i ragazzi nei lavori di gruppo, aiutando a risolvere dubbi linguistici e tecnici, monitorando il montaggio del video. Molte delle soluzioni attuate sono state suggerite dagli studenti stessi. – Ed anch’io mi sono sentita spesso più un membro del team che un’insegnante!

Un’esperienza assolutamente da ripetere!

 

Per chi desideri approfondire, qui una Playlist di video tutorial offerti dall’Academy di Wevideo:

WeVideo Academy Tutorials

 

 

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