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Dalla rete, Esperienze, Eventi, In presenza, Testimonianze

Alimentazione, cultura e tecnologia a Expo Milano 2015

Visitare Expo con la propria classe impone una certa preparazione da parte del docente ed una indispensabile attività organizzativa preventiva. A questo scopo ho raccolto in questo post/report, oltre al dovuto resoconto della mia esperienza, alcune considerazioni nella speranza di essere utile a chi sta pensando (o ha già programmato) di portarci i propri alunni.

Per prepararci e per l’organizzazione non siamo da soli: possiamo avvalerci di alcuni strumenti appositamente pensati. Un preziosissimo aiuto ci viene offerto dalla guida per le scuole approntata dal MIUR. Ci troviamo tutte le info per logotogetherinexpoandare ad EXPO con la nostra classe: mezzi, biglietti, parcheggi, ticket pranzo, cosa portare, sicurezza, numero unico dei servizi, ecc…  Anche la pagina web di TogetherInExpo costituisce una vastissima fonte di utili informazioni relative non soltanto all’organizzazione (gli itinerari tematici sono particolarmente interessanti). Se preferite gli strumenti social potete dare un’occhiata anche alla pagina facebook di Together In Expo 2015. Utile e divertente è anche il Virtual Tour, sia per cominciare a pianificare un itinerario sia per orientarsi (anche se solo virtualmente) all’interno di questo grandissimo sito espositivo. Da vedere anche i post dei colleghi che hanno già effettuato la visita: Caterina Policaro (CatePol 3.0), Alessandro Bencivenni (ProfDigitale) e Roberto Sconocchini (Maestro Roberto). Sono tutte risorse utilissime per chiarirsi le idee prima di andare.

20150702_102905La visita che ho potuto effettuare senza alcuna difficoltà (grazie alla piacevole ed efficiente  compagnia di Francesca, Mariangela e Tiziana ed alla preparazione di Alessia) è stata studiata pensando alla fascia d’età dei miei studenti (11-14 anni)  e tenendo conto della mia “attenzione” nei confronti di una didattica supportata (e se possibile aumentata) dalla tecnologia. Il primo padiglione visitato è quello della Germania che centra in pieno il tema conduttore di Expo Milano 2015 “Feeding the Planet, Energy for Life” e contribuisce con20150702_110708 nuove idee sorprendenti sul tema dell’alimentazione del futuro. Il padiglione accoglie i visitatori con il motto “Be active” e con una simpatica presentazione dei temi. Prima di entrare veniamo dotati di un cartoncino apparentemente insignificante. Aprendolo è bianco… ma non serve per prendere appunti. In effetti si tratta della seedboard: una sorta di mini-LIM che accompagna il visitatore lungo tutte le sei aree espositive rendendo interattiva e coinvolgente l’esperienza del percorso. E il percorso è ricchissimo di contenuti e soprattutto di stimoli ad attivarsi (Be active). Tutto punta ad accrescere la consapevalezza di ciò che ciascun individuo può fare per la sicurezza alimentare del futuro.  L’intero percorso costituisce un validissimo esempio di come la tecnologia (quella digitale in particolare) possa essere integrata in maniera discreta, efficace e coinvolgente nelle attività scolastiche per 20150702_112143potenziare l’esperienza conoscitiva dei ragazzi. La seedboard, le stazioni interattive pilotate mediante i nostri movimenti, le piante stilizzate e quelle vere, i suoni di sottofondo, gli stessi materiali utilizzati (svariati tipi di legname locale) accompagnano il visitatore lungo le aree tematiche: acqua, terreno, clima, biodiversità, alimenti e giardino delle idee. Chiude la visita un divertente show sempre in tema, anche questo allestito in un ambiente con il giusto mix di tecnologia. Lo spettacolo coinvolge il pubblico e prevede un uso “musicale” della seedboard che a questo punto torna ad essere un semplice cartoncino. Uscendo, dopo aver seguito con calma il percorso, si ha la netta sensazione che le idee semplici ma efficaci che ci sono state proposte resteranno parte di noi e che  per “nutrire il pianeta” ciascuno di noi può fare qualcosa da subito: basta attivarsi (be active).

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Il padiglione degli Stati Uniti d’America è, secondo me, una tappa obbligata per una scolaresca italiana. Il tema è accattivante ed in linea con quello di Expo: “American Food 2.0: United to Feed the Planet” (Cibo americano 2.0: uniti per nutrire il pianeta). Il padiglione si compone di quattro aree. Nella iniziale passerella, alla quale si accede dalle larghe scale d’ingresso (vicine all’atrio con doccette rinfrescanti: uno stop indispensabile), veniamo accolti dal Presidente Obama in video. Il pavimento e altre strutture di quest’area sono realizzate con legno ricavato/recuperato dall’originale vecchio pontile di Coney Island (una delle zone di New York più popolata da emigranti europei lungo tutto il ‘900. Tanti chioschetti somiglianti a vecchi flipper (alcuni interattivi) presentano gli americani all’avanguardia nel sistema alimentare: agricoltori, legislatori, chef, scienziati, leader aziendali ed altri ancora. Agricoltura, politica, cucina, nutrizione, industria e ricerca sono le parole-chiave di questa parte del percorso. Si scende nuovamente a piano-terra per accedere al Great American Foodscape:20150702_120431 un vero excursus nel “melting pot” etnico-culturale-culinario che caratterizza una società multiculturale com’è quella statunitense. Questa parte del percorso si svolge all’interno di una lunghissima galleria tortuosa e buia sulle cui pareti dalle forme avveniristiche sono visibili dei simpatici cortometraggi sulle diverse “anime alimentari” degli Stati Uniti. Il primo racconta una tipica storia “made in Italy”. L’emigrante di inizio ‘900 povero e legato alle proprie tradizioni alimentari porta con sè le ricette tradizionali che poi diventano fonte di reddito e azienda familiare. Il nipote di quell’emigrante (oggi) gestisce un esclusivo ristorante italiano dove tradizione e innovazione convivono con successo. Seguono poi tre cortometraggi relativi alle più “americane” delle specialità: il BBQ (barbecue); il cibo “di corsa” (quello che accompagna durante la frenetica giornata lavorativa, in giro o per strada); il tacchino per il giorno del Ringraziamento. Infine due nuove tendenze: gli orti in città (farm to table) e Artisans (artigiani: panificatori, torrefattori, birrai, ecc…). Al termine della galleria si arriva nella saletta della American Regional Cuisine dove sono ben presentate le tipicità alimentari delle sei aree geografiche degli States.

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Il fascino delle atmosfere (e degli odori) mediorientali ci attraggono fin dall’ingresso al padiglione del Qatar. Il personale con gli abiti tradizionali, la struttura stessa e le esibizioni di cibi e colture tipiche sono un’esperienza di solito difficile da fare visitando realmente questo Paese: quindi, approfittiamone. Tema centrale del padiglione sono le tecniche e le “tecnologie verdi” più innovative per la coltivazione e la produzione di cibo nelle aree desertiche. Se siete fortunati potrete assistere allo spettacolo interattivo. Il tema del padiglione può costituire un interessante spunto per approfondimenti in classe: “Seminare sostenibilità, soluzioni innovative per un cibo sostenibile“.

Tutto incentrato sui temi della sostenibilità e della biodiversità il padiglione di SlowFood alla fine del lunghissimo 20150702_125441decumano. Sembra di entrare in un cascinale rurale. I moduli sono tre ma il tema è unico: Salva la Biodiversità. Salva il Pianeta”. Mediante una moltitudine di “presenze” dense di significativi richiami alla biodiversità, il visitatore si sente coinvolto in quella che può essere considerata una vera e propria “missione”: preservare la naturale ricchezza di specie, colture, tradizioni, alimenti. Qui c’è poco (pochissimo) di tecnologico, ma l’interattività è garantita dalla possibilità di esperienze sensoriali dirette con piante, erbe, semi, suoni e immagini. Tutto è molto “nature”. Se capitate all’ora giusta potrete fruire del percorso degustativo “Slow Cheese” e “Slow Wine“, che prevede ogni settimana quattro formaggi a latte crudo e vini in abbinamento… Magari ai ragazzi evitate lo slow wine 😉

20150702_130620Senza dubbio sarà difficile (leggi impossibile) impedire ai vostri ragazzi una gara di kiik se passate dal padiglione dell’Estonia.  I kiik sono dei dondoli interamente realizzati in legno (come tutto il resto in questo padiglione). Sono posizionati a coppie e collegati a dei rilevatori che ne rilevano i movimenti. Su dei monitor posti sopra ciascun dondolo è visibile un numero che indica l’ampiezza del dondolamento. In Estonia c’è un vero e proprio campionato di kiiking. Qui invece i visitatori possono trasformare l’energia cinetica creata al piano terra dondolandosi in energia elettrica, comprendendo così quanta energia sia necessaria per le semplici azioni di ogni giorno, come ricaricare un telefono o 20150702_131112accendere la luce. Il padiglione è tutto un mix di elementi hi-tech e low-tech. E’ una vera 20150702_131623Galleria dell’Estonia e non poteva di certo mancare il riferimento al primato estone sui cablaggi e sul digitale per i cittadini.  Quanta carta (e quindi alberi) si potrebbero risparmiare semplicemente adottando la firma digitale come hanno fatto in Estonia? La risposta la troviamo in una infografica che usa la torre Eiffel come unità di misura per la quantità di carta. Ebbene, scopriamo che se la firma digitale venisse adottata in Polonia si risparmierebbero 27 Eiffel di carta al mese, per l’Italia sarebbero 43 e per la Germania ben 54!!! Di contenuti strettamente legati al cibo non ne sono presenti tanti, ma in compenso c’è molto su stili di vita e rispetto della natura. Una curiosità è certamente il pianoforte tradizionale interamente digitalizzato/meccanizzato. Suona davvero (con i tasti,  i martelletti e le corde tradizionali)… ma da solo!! E’ collegabile in rete e il pianista può stare da qualsiasi parte del mondo e suonare su una qualsiasi tastiera. 🙂 Se qualcuno di voi sa suonare bene però può usarlo in modo totalmente analogico.

20150702_170043Il padiglione della Repubblica Ceca è una efficace vetrina della ricerca applicata nella cura dell’ambiente (in cui la Rep.Ceca è all’avanguardia). Tecnologie innovative per la gestione delle risorse idriche e per il loro uso, ricerche nel campo della biochimica e delle nanotecnologie applicate alla cura dell’ambiente, della salute umana e animale e alla produzione di alimenti sicuri. Microscopi e microfoni scandagliano piccoli ambienti che riproducono fedelmente ecosistemi boschivi. Il risultato è una sensazione d’immersione nella natura che può essere fruita solo a patto di far silenzio (quindi bisogna avvertire i ragazzi). Dai monitor è visibile il livello di rumore rilevato. Il posto più affollato è di sicuro la piscina col grande uccello. Attigua ad essa un’ampia area destinata a feste, degustazioni e laboratori per i bambini.

20150702_134816Di sicuro interesse può risultare per gli insegnanti e per gli studenti un passaggio al Vivaio Scuole del Padiglione Italia. Un coloratissimo ed accogliente spazio all’interno del padiglione nazionale dove quattro scuole delle 736 selezionate in tutta Italia si alternano ogni giorno con i loro laboratori, le loro esperienze, le realizzazioni e i loro prodotti sui temi di Expo 2015. Non è da sottovalutare. Un’oretta passata nel Vivaio Scuole può fornire stimoli altrimenti difficili da trovare. Può essere un buon viatico per impiantare future attività in classe. E’ bello che gli studenti provenienti da ogni regione e anche dall’estero possano condividere dal vivo le loro realizzazioni e le conoscenze su argomenti così importanti. E’ un’ottima occasione per socializzare e apprendere dai propri pari. Attigua allo spazio del Vivaio c’è la sala della Carta di Milano dov’è possibile firmare e condividere in real-time le idee e l’appello contenuti nella Carta.

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Altro spazio dove i ragazzi possono interagire tra loro e con gli insegnanti, utilizzando e vivendo (qui è proprio il caso di dirlo) un’esperienza a loro familiare con modalità nuove, è l’Aula del Futuro che si trova all’interno del Future Food District realizzato da Coop. Il tema è l’educazione al consumo consapevole ed è sviluppato attraverso una serie di attività didattiche che fanno parte del Progetto Scuola di Expo Milano 2015. L’aula è arredata e attrezzata con elementi attraenti, innovativi e funzionali. I ragazzi si sentono subito a proprio agio. I laboratori strutturati sono all’insegna dell’ interattività e danno ampio spazio alla creatività. Le postazioni-studente individuali (munite 20150702_154741di rotelle e pianale) permettono anche una veloce rimodulazione dell’aula coerente col tipo di attività che si va a svolgere (lavoro individuale, lavoro di gruppo, lezione frontale o cooperativa. Le dotazioni tecnologico-digitali (computer, smart-tv, microfoni, risponditori, ecc…) vengono messe a disposizione dei gruppi-classe che visitano l’Aula del Futuro e sono funzionali alle attività didattiche svolte.

Mi sembra superfluo ribadire (si sarà capito dal racconto in questo post) che una visita a Expo con la propria classe è vivamente consigliabile. Ed è anche vero che due giorni sono meglio di uno. Attivarsi in tempo utile (l’Expo chiude il 31 ottobre!), deliberare, organizzare viaggio e soggiorno, programmare per bene così da essere pronti alla ripresa delle attività didattiche…. e via! Se avessi l’età dei miei alunni non lascerei nulla di intentato per farmici portare. 🙂

 

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