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Esperienze, Storytelling, Strumenti

Scrittura creativa e collettiva nel cloud

boomwriter-heroTrovare nuovi stimoli alla scrittura creativa e riuscire a far sì che un “compito d’italiano” non venga percepito esclusivamente come un noioso e obbligatorio momento di verifica. Riuscire a fornire all’alunno che si cimenta in un lavoro di scrittura la percezione che i suoi lettori siano reali e non siano dei “finti lettori” come spesso siamo noi insegnanti di lettere obbligati a leggere gli elaborati dei nostri studenti per poi valutarli (“prof, lei è obbligato a leggere i nostri temi: la pagano per questo, no?”). Provare a far nascere nelle menti dei nostri ragazzi la voglia di andare un po’ oltre (anche tanto oltre, se possibile) le miserevoli stringhe quasi insignificanti e in genere prive di qualsiasi costrutto linguistico con le quali tessono le loro relazioni sociali (nella messaggistica istantanea, sui social o altrove). Tentare di far percepire a dei ragazzini delle medie quanto possa essere grande la fantasia umana e quali meraviglie riesca a produrre la nostra mente se solo si riesce a mettere in moto un po’ d’immaginazione e di buona comunicazione. Far collaborare veramente gli studenti di un’intera classe per arrivare ad un “prodotto” collettivo e condiviso.

L’insegnante di lettere che non volesse limitarsi al canonico “elaborato scritto” individuale da correggere e valutare, probabilmente qualcuna di queste riflessioni dovrebbe farla. E se la fa, magari cerca tra i suoi “attrezzi didattici” qualcosa che possa aiutarlo.

La tecnologia digitale e la Rete possono dare una grossa mano e possono costituire un valido ausilio nella progettazione di un setting innovativo e particolarmente adatto alla realizzazione di un lavoro di scrittura creativa collettiva (e collaborativa).

In poche parole: il digitale come alleato per liberare l’immaginazione e la creatività.

Una mia esperienza
L’occasione mi fu data da un concorso (banale, penserete). Un concorso di scrittura creativa promosso da una grande catena di supermercati (squallido, qualcuno dirà). Lessi il regolamento e capii subito che non si trattava della solita banale e squallida azione pubblicitaria che con la scusa del concorso mira di fatto a far circolare marchi e prodotti tra i ragazzi e le loro famiglie.
Un concorso, che, oltre a godere del patrocinio del Min. per i Beni Culturali, vede la collaborazione di otto scrittori, di un illustratore e di insegnanti di diversi ordini di scuola. Si tratta di “Scrittori di classe 2”.

Il pretesto del concorso ha creato (come succede di solito in questi casi) un clima favorevole in classe. Il fatto poi che il prodotto finale sarebbe scaturito da un lavoro collettivo (quindi non individuale) ha stimolato taluni e illuso altri che avrebbero potuto “andare a rimorchio”. Io invece mi sono convinto a far partecipare i miei alunni non tanto per il concorso in sè, ma piuttosto per la possibilità di approfittare della buona predisposizione e di realizzare un lavoro che avesse caratteristiche “corali”.
Confesso che tra le caratteristiche che mi fecero decidere di partecipare giocò un ruolo importante il vedere che, oltre al regolamento, sul sito del concorso erano presenti anche una serie di spunti per insegnanti e per studenti. Fra quelli destinati all’insegnante scoprii con molto piacere che alla realizzazione di tali indicazioni aveva preso parte anche la stimatissima collega Jenny Poletti Riz (per conoscerla meglio basta visitare il suo blog Scuola Aumentata). Scoprii poi con molto piacere che lei stessa aveva già previsto tre diverse proposte operative per la conduzione delle attività con la classe e che una di queste proposte contemplava l’utilizzo di uno strumento online gratuito: BoomWriter.

La piattaforma online: BoomWriter
Schermata del 2016-02-28 21:43:16
BoomWriter (Group Writing Tool) è una piattaforma online semplice e dalla grafica accattivante che permette la costruzione a più mani di un testo e fornisce all’insegnante un controllo completo di tutte le fasi dell’attività. E’ gratuita, sicura e crea un ambiente virtuale   cloud chiuso e protetto. E’ possibile trovarne una guida in inglese qui ed una recensione/presentazione in italiano quiMi sono registrato (basta un indirizzo email), ho creato la classe (group) ed ho invitato tutti i miei alunni a fare lo stesso e ad unirsi al gruppo-classe virtuale. Per unirsi alla classe è sufficiente fornire il codice-classe.

Boomwriter dà all’insegnante, una volta creato il gruppo-classe, la possibilità di inserire un incipit (sequenza 1) per avviare l’attività di scrittura collettiva. L’insegnante deve inoltre stabilire di quante sequenze dovrà essere composto il racconto (book). Vengono anche predisposti i tempi, il numero di caratteri per ogni sequenza e le scadenze. Ho inserito l’incipit (che avevamo scelto in classe democraticamente fra gli otto proposti dagli scrittori). Dopo ciò, ogni alunno deve scrivere un suo “seguito” alla sequenza 1 così da avere alla fine tante sequenze 2 quanti sono gli alunni (nel mio caso 24). Il docente in questa fase può vedere chi produce e chi no, può controllare le sequenze inserite e può apportare modifiche o “rifiutarle”. Io mi sono regolato agendo a volte solo con delle modifiche (piccole correzioni, in genere) oppure rimandando al mittente nei casi in cui la sequenza era inappropriata. Boomwriter in questa fase dà al docente la possibilità di non accettare la sequenza proposta, non permettendone così l’accesso alla fase della votazione tra pari e inviando una nota all’alunno-autore per permettergli di sistemare ciò che va sistemato e poi inviare nuovamente la sua sequenza per una nuova revisione/approvazione.

L’alunno-autore viene informato dal sistema se la sua sequenza è stata approvata o meno dall’insegnante e si regola di conseguenza. Alla scadenza prefissata ( io ho dato 3 giorni per ciascuna delle sequenze) si chiude la fase produttiva per la sequenza X e si apre automaticamente la fase della votazione. Anche questa ha una durata prestabilita (io ho scelto di dare 2 giorni). In questa fase tutte le sequenze approvate dall’insegnante vengono rese visibili a tutto il gruppo-classe ma non è in nessun modo possibile risalire all’autore di ciascuna di esse. Ogni alunno deve scegliere. Può esprimere un massimo di 5 preferenze.

Alla fine della fase di votazione la sequenza che avrà ricevuto più voti potrà ulteriormente essere revisionata dal docente ed infine approvata. A questo punto il racconto sarà andato avanti con l’aggiunta di questa sequenza e si riparte subito con una nuova sequenza che sarà il seguito di quella appena approvata. E avanti così tra fasi di produzione e di votazione con relative sequenze vincitrici approvate ed aggiunte al racconto fino a quando si arriva alla sequenza finale.

Qui c’è il manuale completo per l’insegnante (in inglese).

Com’è andato il lavoro
Lavorare con questo strumento mi ha permesso di allungare i tempi di produzione per ciascun ragazzo (non le solite 3 o 4 ore perSchermata del 2016-02-28 21:45:51 il compito in classe). I ragazzi hanno potuto lavorare in qualsiasi momento della loro giornata, dovunque si trovassero (anche nella sala d’attesa dello studio dentistico 🙂 ) e con i propri dispositivi. Hanno avuto tempi di riflessione più distesi, hanno potuto concentrarsi sulla storia da raccontare molto più di quanto succeda normalmente durante un compito in classe. Dopo l’approvazione della prima sequenza, una volta compreso bene il meccanismo, è scattata la competizione. Ognuno di loro, avendo spesso in mente più possibili svolgimenti, ha dovuto valutarne “l’appeal” e scegliere quello che avrebbe potuto ottenere più consensi alla successiva “tornata elettorale”. Man mano che andavamo avanti con le sequenze, a me arrivavano lavori sempre migliori, più curati, più “appetibili”. E anche le votazioni hanno evidenziato un livellamento verso l’alto.

La percentuale dei voti espressi è sempre stata superiore all’80% dei voti esprimibili. La piattaforma BoomWriter include anche degli elementi di gamification che stimolano ulteriormente alla partecipazione attiva. C’è tutto un meccanismo che permette agli alunni di guadagnare punti. Per accumulare più punti, oltre a cercare di ottenere voti per le proprie sequenze, bisogna partecipare attivamente a tutte le fasi. Se non leggi e voti le sequenze degli altri, non ottieni punti.

Una volta arrivati all’ultima sequenza è stata necessaria una fase di revisione e limatura del racconto completo (anche per rispettare la lunghezza imposta dal regolamento del concorso). Ho creato un documento su Google Drive contenente il racconto per intero così come realizzato su BoomWriter, l’ho condiviso con la classe ed ho abilitato tutti ad inserire commenti dando un paio di giorni di tempo ancora. Poi abbiamo discusso e votato in classe i commenti e le proposte di modifica.

Infine abbiamo scelto le illustrazioni migliori e poi ho inserito il tutto sul sito del concorso.

La revisione/valutazione tra pari (peer review)
In quale altro modo (senza allungare i tempi di molto e senza incontrare difficoltà logistiche e operative) avrei potuto far sì che ogni studente leggesse le produzioni scritte da ciascuno dei suoi compagni e facesse la sua valutazione e la propria scelta selezionandone alcuni piuttosto che altri?

Sapere che ciò che scrivi verrà letto e valutato anonimamente da tuoi pari, da chi condivide le tue stesse sensibilità e le tue stesse “condizioni” muove energie molto positive. Questo è quello che succede quando si avvia una qualsiasi attività di peer-review. Ho sperimentato personalmente questa condizione da discente (in alcuni MOOC) prima che da insegnante (in altre esperienze precedenti con le mie classi) e posso testimoniare che lo stimolo c’è ed è forte. Nel caso dei ragazzi bisogna anche tenere presente che il valutare e votare lavori prodotti dai propri compagni costituisce di per sè un compito che accende un forte senso di responsabilità che non si riscontra usualmente.

Il concorso a cui abbiamo partecipato prevedeva anche una fase di valutazione molto ben strutturata. Un vero e proprio lavoro di peer assessment che ha dato a ciascun alunno la possibilità di leggere e valutare altri racconti di altre classi da tutta Italia. Noi abbiamo svolto in classe questa attività leggendo e commentando insieme i racconti a noi assegnati e facendo poi la media delle valutazioni individuali espresse individualmente dai ragazzi. Per maggiori dettagli su questa importante fase di valutazione finale (replicabile in altri contesti) si può vedere a pagina 13 della Guida del concorso.

Anche questa attività di classe è stata molto partecipata ed ha rinforzato il senso di collettività di tutto il lavoro.

La cosa più complicata: valutare tutto questo
A lavoro finito e una volta inviato il racconto Un ragazzo speciale” all’insegnante resta il complicato obbligo di esprimere una valutazione complessiva sul lavoro di ciascun alunno. Sempre attraverso la piattaforma BoomWriter mi è stato possibile rivedere tutte le sequenze proposte da ciascun alunno. La stessa piattaforma, inoltre, rendiconta automaticamente il grado di partecipazione di ciascuno di loro. Assegnando un peso agli elaborati e uno al grado di partecipazione ho ottenuto una prima valutazione abbastanza oggettiva.

Questo tipo di attività in effetti mette in moto una pluralità di competenze: comunicazione in lingua madre, espressione culturale, competenza digitale, competenza sociale e persino comunicazione in una lingua comunitaria (l’interazione con la piattaforma BoomWriter in inglese). Valutare almeno quelle emergenti è stato per me impegnativo e arrivare ad un unico giudizio per ciascuno dei ragazzi ha significato tenere conto un po’ di tutto.

Conclusioni
La mia classe non ha vinto il concorso, ma poco importa. L’aver prodotto tutti insieme qualcosa che è già stata pubblicata sul sito del concorso e che probabilmente verrà letta (insieme alle altre produzioni degli altri partecipanti) da migliaia di persone è già un bel risultato per i ragazzi. A me la soddisfazione di aver visto i miei alunni partecipare attivamente (quasi tutti) ed aver creato il setting giusto e la miscela giusta di motivazione e sana competizione.

Discussione

2 pensieri su “Scrittura creativa e collettiva nel cloud

  1. Ottimo! Un bel modo per uscire dalla doppia frustrazione, per alunni e studenti, della pratica “tema in classe” che è spesso così poco autentica…

    Pubblicato da Angeli | 29 febbraio 2016, 8:02 am

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  1. Pingback: Boomwriter, esperimenti di scrittura creativa | Miniscoop - 25 luglio 2016

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