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Eventi, In presenza, Interventi

Il Meeting di Lucca, secondo me… pensieri “laterali” in libertà.

Mi è stato chiesto di scrivere sul recente Meeting di Lucca, annuale appuntamento dei docenti ed insegnanti 2.0 che su Facebook hanno creato e fatto crescere due importanti comunità nazionali.

Ed è bene premettere che la mia personale posizione, sull’utilizzo delle nuove tecnologie nella didattica, non è esente da osservazioni di prudenza in primis e di perplessità su alcuni aspetti. Pur essendo io stesso non soltanto un utilizzatore (potremmo dire) avanzato, ma formatore in questo ambito da molti anni.

Di conseguenza, la mia esperienza al meeting come semplice osservatore ospite, è stata caratterizzata da un felice stupore, da una calda rassicurazione, dalla scoperta di una condivisa e attenta valutazione di ciò che si può fare e da ciò che vale la pena provare a fare, o continuare a fare.

Sembrano aspetti banali, ma non è proprio così, dal momento che spesso si è parlato di eccessivo entusiasmo, di fideistica corsa alla digitalizzazione della didattica, di estremismo tecnologico.

Come sempre accade, quando la limitatezza degli strumenti social lascia spazio all’incontro di persona, al dialogo informale (tra un workshop e l’altro, a cena, a passeggio per la città, davanti ad un caffè), ogni cosa riprende la sua corretta dimensione.

E ci si ritrova tra professionisti dell’insegnamento, della divulgazione, del mondo scuola, ma non solo, anche del mondo impresa. Dove il dibattito, il confronto sulla metodologia, su sistemi e strumenti, in realtà è acceso, profondo, responsabile, meditato. Eppure (e questa credo sia stata la più bella scoperta di questi giorni intensissimi) anche pieno di dubbi, di domande, di ricerca di risposte possibili: attraverso gli altri.

Meditazione e condivisione di domande credo siano stati gli ingredienti che, più di tutto, abbiano decretato il successo di questo meeting. Cui si è aggiunto un ulteriore elemento, esogeno, di cui tutti i partecipanti hanno colto il potenziale per le sue ricadute emotive e di conseguenza, a cascata, intellettuali: il luogo, la sede del meeting.

Il grande lavoro dietro le quinte di Paolo Masini, nell’offrire ad organizzatori e partecipanti, la prestigiosa sede del Complesso di San Micheletto, con la collaborazione della Fondazione UIBI, ha consentito una sorta di straniamento dalle aule scolastiche, dall’ambiente quotidiano, dalle problematiche che tutti conosciamo.

Ha consentito una sorta di sganciamento mentale che, paradossalmente, non ha innescato voli di fantasia. Bensì il contrario: un guardare da fuori, un valutare dall’alto il nostro mondo scolastico di ogni giorno; ma non un flyby da aeroplano, bensì il contrario, un guardare lento e ponderoso come da una mongolfiera.

E nell’entusiasmo di trovarsi tra pari, a discutere con lo stesso idioma, a condividere e confrontare idee, a raccontare esperienze, una cosa che mi è piaciuta tanto, che ha dato in realtà vigore ai contenuti metodologici e intellettuali del meeting, è stata anche, durante le chiacchiere informali, l’ammissione di molte sconfitte, di cambi di paradigma, di vicoli ciechi, di nuove rotte, di tante stanchezze e delusioni, di nuove idee. E in tutti questi racconti un punto fermo, un obiettivo centrale: gli alunni, gli studenti, il proporre vie intelligenti e valide per il loro futuro di crescita.

E non ho incontrato “protagonisti”. Ma insegnanti, normali, impegnati da mille incombenze come tutti coloro che lavorano nella scuola, con le stesse fragilità, arrabbiature, preoccupazioni.

Gente comune, preparata, appassionata. A volte, il più delle volte, anche sola.

Il mondo della scuola, lo sappiamo tutti, non sempre brilla di passione ed entusiasmo. A Lucca, in questo contesto legato al digitale (ma esistono molti altri contesti simili, legati ad altre cose, altri metodi, altre idee…) ho incontrato persone che ancora ci credono con passione.

Non ci si lasci ingannare da quel che a volte vediamo o leggiamo su Facebook, o crediamo di vedere e leggere: qui non ci sono né star, né fanatici, né maneggioni, né arrivisti, che cercano di vendere a chissà chi, o a chissà cosa, la loro “bravura”, il loro “sentirsi avanti”.

Ci sono solo insegnanti come tanti, con la voglia di incontrarsi per confrontarsi, per valutare insieme, per capire.

In questo breve scritto avrei potuto raccontare doviziosamente il contenuto di ciascun worshop, gli strumenti usati, le parole dette in via ufficiale, chi c’era e chi non c’era, citare decine di nomi, rallegrare con qualche aneddoto. Sul Web trovate tutto, interviste, recensioni, video, lezioni…

Ho preferito provare a dipingere invece questo piccolo “dietro le quinte”, offrendo un lieve ed accennato spaccato dell’umanità, la grande umanità incontrata di persona, che ha colpito tutta la mia immaginazione di questi giorni.

E scaldato pensieri pieni di rispetto.

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Informazioni su Paolo Gallese

Divulgatore scientifico, esperto in tecnologie e didattica, storico di formazione. Insomma né carne né pesce. Anzi, pesce sì: lavora all'Acquario Civico di Milano e ne è uno dei responsabili didattici.

Discussione

Un pensiero su “Il Meeting di Lucca, secondo me… pensieri “laterali” in libertà.

  1. L’ha ribloggato su docentiattentie ha commentato:
    Le “emozioni” del V Meeting “Docenti Virtuali e Insegnanti 2.0” raccontate da Paolo Gallese.

    Pubblicato da Chiara Spalatro | 13 giugno 2017, 7:20 pm

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