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Apps, Esperienze, Interviste, Piattaforme, Storytelling, Testimonianze, Video

Weglint fa scuola


COS’È WEGLINT E COME FUNZIONA

Weglint è l’applicazione che geolocalizza contenuti multimediali in ogni parte del mondo.
Un glint è un breve video che racconta storie di persone e luoghi ben localizzati su una mappa.
La tecnologia di Weglint consente a chiunque abbia uno smartphone di vedere e pubblicare, geolocalizzandoli, file multimediali come video, file audio o immagini legate ad un punto preciso del pianeta, stabilendo nuove relazioni fra gli utenti.

Weglint ha scoperto, sin da prima del lancio dell’app, la sua vocazione educativa, permettendo di sviluppare diverse competenze attraverso l’utilizzo dell’app. Scoperta del territorio, storytelling, comunicazione multimediale e collaborazione editoriale rappresentano i principali aspetti che l’app di Weglint incentiva e consente di far crescere.

Tutto è iniziato con WEGLINT ACADEMY, ovvero dei concorsi artistici che permettessero agli studenti di sperimentare e trovare lo strumento giusto per il proprio racconto digitale. La fotografia, il videomaking, la recitazione, il disegno, la musica. Weglint pensa che siano opportunità per ridisegnare il mondo attorno a noi attraverso gli occhi degli altri.

Dalla collaborazione con il CSL (Communication Strategy Lab) dell’Università di Firenze è nato un corso di comunicazione multimediale, che ha permesso ai partecipanti di acquisire competenze avanzate nella produzione di elaborati multimediali ispirati al modello di Weglint.

L’ESPERIENZA ALL’INTERNO DI UNA SCUOLA 

Un’esperienza ancor più significativa è stata condotta con gli studenti di una scuola secondaria inferiore di Castione della Presolana, nell’alta bergamasca. In questo caso l’età e la collocazione geografica dei destinatari del progetto formativo hanno messo in luce molto bene le potenzialità educative dell’utilizzo didattico dell’app Weglint.

Riportiamo l’intervento che Massimiliano Martin, il dirigente dell’Istituto coinvolto, ha pronunciato nell’ottobre 2017 durante un incontro pubblico svoltosi alla Biblioteca Sormani di Milano.

“L’applicazione Weglint è basata su uno strumento che a scuola è visto in maniera sospetta, come qualcosa di pericoloso; la tendenza è quella di evitarne l’uso.
Io presiedo una scuola media inferiore situata sull’altopiano che da Rovetta porta al Passo della Presolana; la scuola media di Castione della Presolana ha aderito al progetto Weglint, cosa che ha consentito la realizzazione di 10 cortometraggi legati al territorio e alle sue tradizioni da parte dei ragazzi di prima, di seconda e di terza media. Non mi soffermerò sugli aspetti tecnici, che pure sono molto importanti; a me interessa affrontare i temi delle relazioni e degli obiettivi didattici che stanno dietro al progetto Weglint, perciò ho pensato di sottolineare tre aspetti: gli studenti e i glint; i docenti e i glint; il territorio e i glint.

Per quanto riguarda la relazione fra studenti e glint, l’impatto è stato di rottura rispetto agli stereotipi che leggono l’utilizzo dello smartphone a scuola come qualcosa di negativo, da reprimere; i docenti sono di fatto impegnati tutti i giorni, maggiormente alle superiori ma anche alle medie, a contrastare l’uso improprio della tecnologia, cioè sia a mettere in guardia gli adolescenti dai pericoli delle chat sia a informarli sulle possibili conseguenze civili e penali di un utilizzo maldestro dello smartphone. I casi di cyberbullismo sono tutti i giorni sui giornali … Questo approccio basa i suoi punti di forza sul divieto e sulla repressione. Personalmente non credo però che questo approccio possa essere sufficiente a modificare lo stile di vita degli studenti: la paura dell’azione repressiva non è efficace, soprattutto in questa fascia di età. Quindi la proposta fatta agli studenti di utilizzare lo smartphone per creare un loro progetto, gestito e realizzato da ragazzi con molti margini di autonomia, permette di invertire il paradigma, cioè mette al centro gli adolescenti. Il messaggio rivolto agli studenti ha comportato uno stimolo all’utilizzo dello smartphone come uno strumento di crescita e di maturazione. Un altro aspetto da evidenziare è che gli alunni hanno scoperto di possedere – o comunque d’essere in grado di acquisire rapidamente – quelle competenze digitali che possono essere utilizzate a scuola, per la scuola e che li rendono protagonisti: infatti nella maggior parte dei casi i loro docenti non possiedono le competenze digitali necessarie per affrontare questo progetto. Ancora, un altro fattore molto importante è che i ragazzi hanno sentito la fiducia dei docenti nelle loro capacità di creare: il fatto di migliorare un rapporto di fiducia è un elemento essenziale per educare o comunque far passare messaggi e contenuti, non soltanto i glint in questione.

Secondo aspetto per me è importante riguarda la relazione glint-docenti: è noto che i docenti della scuola secondaria di primo grado hanno l’età media più alta fra tutti i docenti del nostro sistema scolastico, un’età media superiore 50 anni. Questo significa che esiste una grande distanza anagrafica fra i ragazzi delle medie “nativi-digitali” e loro docenti: il progetto weglint ha permesso di ridurre sensibilmente tali distanze. Gli insegnanti hanno pensato al tema del progetto, quindi hanno seguito e motivato gli studenti nella realizzazione dei glint; concretamente, hanno suggerito loro i temi, hanno corretto i testi, hanno aiutato i ragazzi a realizzare i disegni e a scegliere le musiche, un lavoro che i ragazzi hanno tradotto in digitale. Così facendo i docenti sono riusciti a “intercettare” i ragazzi.

L’ultimo aspetto da considerare è per me importantissimo e riguarda il nesso fra Weglint e il territorio, perché i dieci glint che noi abbiamo realizzato sono tutti legati alla nostra storia particolare ed al nostro territorio. Per arrivare a confezionare il prodotto finale i docenti e i ragazzi hanno organizzato delle uscite pomeridiane con degli esperti: storici, appassionati di arte, geologi, … . I ragazzi hanno dovuto prendere appunti e confrontarsi anche con una terminologia specifica che non sempre viene trattata a scuola. Sia i ragazzi sia i docenti hanno scoperto aspetti del tutto sconosciuti della loro storia locale e dei luoghi in cui quotidianamente vivono. Poter pubblicare i glint tramite una app e poter dire: “Questo l’ho fatto io” è stato per tutti fonte di grande soddisfazione, soprattutto di motivazione.

Prima di concludere il mio intervento desidero ringraziare Weglint per l’opportunità che ha dato al nostro Istituto. Voglio anche confessare che la prima volta in cui ho affrontato la possibilità di coinvolgere alcune classi nel progetto Weglint ero alquanto scettico, nonostante per mia formazione professionale non sia scevro dal mondo della tecnologia digitale, perché ci ho lavorato per molti anni; eppure non riuscivo a trovare un legame fra un’app social e la didattica: ecco, fortunatamente ho dei docenti che sanno vedere più lontano di me, ho dato loro fiducia ed è stata una fiducia ben riposta”.

LA PAROLA AGLI STUDENTI

Ecco come una alunna che ha partecipato al progetto ha interpretato con un tema scritto la domanda “Come hai vissuto un giorno da storyteller?”

“WEGLINT: TUTTO È SPECIALE

Quest’anno il corpo insegnanti ci ha invitato ad affrontare un lavoro per Weglint. È una piattaforma su cui si possono caricare dei video di tre minuti circa che raccontano in breve la storia che c’è dietro a un monumento o a una chiesetta o anche a una montagna. In questo modo, la applicazione che ti segnala la presenza di una storia, ha lo scopo di appassionare e di esortare a visitare quel luogo attirando sempre più visitatori e turisti. Credo proprio che i professori ci abbiano assegnato questo compito prima di tutto per insegnarci a collaborare tra di noi, aspetto fondamentale quando si deve presentare un lavoro di gruppo. Ci serve anche per imparare ad ascoltare le idee di tutti, per renderci più attivi, coinvolgendoci ed interessandoci, per spingerci a scoprire cose nuove, per imparare e soprattutto per capire che ognuno di noi ha una particolare ed unica capacità che può “esprimere” e manifestarla. Ed è così che unendo tutte queste competenze (dal disegno alla musica, dalla scrittura alla lettura…) può sortire un lavoro elaborato e soddisfacente. Questo lavoro servirà inoltre ad arricchire la conoscenza di ognuno di noi.

Ma adesso arriviamo al dunque: il lavoro che ci è stato assegnato ha come oggetto la chiesetta di Lantana, una piccola chiesa, ma ricca di una storia affascinante e di dipinti. Insomma questo lavoro richiede: la raccolta di informazioni e di foto, l’elaborazione di disegni, musica e dei dati, per passare poi allo step successivo, cioè la stesura di un breve testo che racchiuda tutte le informazioni necessarie al racconto e il montaggio del video. Per fare tutto ciò serve una grande forza di volontà e impegno costante perché, essendo un lavoro di gruppo, ognuno deve fare la propria parte mettendo a disposizione le proprie abilità poiché è solo così che il lavoro compiuto può servire davvero e offrire un risultato soddisfacente per tutti.

Per venirci incontro e aiutarci la prof. Grilletto ha organizzato, sul luogo prescelto per il lavoro, un incontro con una signora del posto che ci ha raccontato in modo molto esauriente e chiaro la storia del luogo di culto e degli affreschi presenti. Questa appunto è una piccola chiesetta restaurata nel corso dei secoli che, per quanto piccola, raccoglie una storia “sconfinata” ed una ricchezza incommensurabile che passa agli occhi di tutti inosservata e sottovalutata, nonostante la sua “grandezza”. Possiamo quindi dire che è speciale, cioè esclusiva, singolare e propria…
Questa esperienza mi ha aiutato a capire che dietro a qualsiasi monumento, ma dietro anche a un semplice oggetto c’è una storia che può affascinare chiunque, perché nulla è da sottovalutare, perché tutto è singolare, unico e caratteristico; niente è uguale e monotono, ma tutto è diverso e vario perché ogni posto ha la sua evoluzione ed ha la sua particolarità che differenzia tutto da tutto. Ed anche la cosa più piccola può nascondere (con una storia, con una cultura di un popolo) una grandezza, un peso e un valore infiniti: tutto è speciale e basta guardarlo con occhi diversi per capirlo.”

Alcuni Glint degli alunni

                 


Intervista della rete Antenna2 sul progetto WEGLINT

 

Link e risorse
info@weglint.com
www.weglint.com
Weglint su Youtube
Weglint su Facebook

Pagina dedicata al progetto CSL su Weglint

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Discussione

2 pensieri su “Weglint fa scuola

  1. Davvero un progetto interessante, ho scoperto quest’app e me ne sono subito innamorato.
    Credo che sia uno strumento davvero utile per la formazione di uno studente, il perfetto connubio di interazzione tra la cultura e il divertimento.

    Pubblicato da giacomogaspari | 19 luglio 2018, 4:00 pm

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  1. Pingback: “Weglint” è un’utilissima applicazione che geolocalizza contenuti multimediali in ogni parte del mondo; un… – Demo - 8 agosto 2018

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