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Class management

Google Classroom + Documenti: gli alleati del docente

Sempre più scuole italiane sembra stiano scegliendo Google Suite for Education come piattaforma a supporto della didattica, ne sono riprova i due gruppi di supporto presenti su Facebook, piuttosto frequentati.

Va ricordato che Google Classroom può essere usato dai docenti con le proprie classi solo se in possesso di un account Google Suite for Education, disponibile in maniera del tutto gratuita per le scuole. L’impiego di Classroom con account privati (per intenderci @gmail.com) per gestire le classi infatti viola i termini d’uso.

To Google or not to Google, that is the question…

Quando assegna ai propri studenti compiti scritti, relazioni, presentazioni da sviluppare a casa, il dilemma dell’insegnante è: avranno realizzato un lavoro originale? Oppure si saranno limitati a copincollare testi e immagini da Wikipedia e altre fonti, in maniera acritica e superficiale? Come fare per capirlo?

E’ grande infatti la tentazione per gli studenti di googlare qualche parola chiave, cliccare sui primi risultati di ricerca e darci dentro di ctrl+c e ctrl+v per completare il lavoro in 30-40 minuti.

Se poi la relazione richiesta verrà consegnata stampata su carta, sarà impossibile per l’insegnante capire quanto ci hanno messo per fare il lavoro, per non parlare della difficoltà di controllare se il testo è originale o almeno rielaborato in maniera autonoma, oppure un vero e proprio plagio da Wikipedia o altri siti web.

Per questi motivi molti docenti hanno sviluppato una vera e propria diffidenza per la stessa Wikipedia, se non addirittura una demonizzazione nei confronti dell’intero web come fonte informativa. Come dare loro torto se si trovano impotenti di fronte alla tentazione di googlare e copincollare degli studenti?

Ma una soluzione c’è… Google Classroom + Google Documenti

Assegnare compiti scritti, relazioni, presentazioni da redigere con Google Documenti o Google Presentazioni, mediante Google Classroom (ma anche no), è la soluzione vincente, vi spiego perché.

Come molti sanno, Classroom è la Google app che consente ai docenti di gestire classi digitali condividendo materiale, comunicando con gli studenti e assegnando loro compiti da eseguire, che è poi possibile revisionare, correggere e restituire in maniera totalmente digitale.

Google Documenti d’altro canto mette a disposizione una serie di strumenti potentissimi ed efficaci per valutare appieno le modalità con le quali i singoli studenti hanno eseguito i compiti assegnati, dalla originalità dei contenuti al tempo speso per redigere il lavoro.

Se abbiamo chiesto a ragazze e ragazzi di scrivere una relazione riguardo un determinato argomento -meglio se utilizzando uno schema con Google Documenti predisposto preventivamente da noi stessi- ognuno di essi consegnerà in maniera autonoma il lavoro eseguito.

Una volta che lo studente consegna il lavoro -sia che si tratti di un Documento o una Presentazione Google- il docente riceverà una notifica, l’oggetto passerà in modalità solo visualizzazione per lo studente, mentre il docente potrà revisionare il lavoro suggerendo modifiche e inserendo commenti specifici. Al termine il documento potrà essere restituito con eventuale valutazione numerica e giudizio come commento privato.

Mr. Google lavora per loro, ma anche per noi…

Ma in fase di revisione, come faremo a controllare se i testi e le immagini non siano stati copiati e incollati brutalmente dal web? Personalmente, la prima cosa che faccio è andare a verificare quanto tempo lo studente ci ha messo per redigere il documento. Basterà accedere alle versioni del documento stesso (menu “File -> Cronologia versioni -> Vedi la cronologia delle versioni” oppure scorciatoia Ctrl+Alt+Maiusc+H) e controllare date e orari di tutte le modifiche effettuate cronologicamente dallo studente sul documento. Se il compito richiedeva almeno un’ora o un’ora e mezza per effettuare un buon lavoro, mentre lo studente ci ha messo una mezz’oretta, allora è probabile ci troveremo di fronte a un lavoro superficiale o basato su un frettoloso copia e incolla.

Cronologia delle versioni in Google Documenti

Cronologia delle versioni in Google Documenti

In caso di lavori di gruppo, il mio consiglio è quello di far lavorare gli studenti sullo stesso documento assegnato a uno di loro, che avrà cura di condividerlo in modifica con gli account dei compagni. In tal modo, lavorando ognuno col proprio account, sarà sempre possibile per il docente capire chi ha scritto cosa e quando.

A quel punto non ci resterà che fare “ricerca inversa”, selezionando brani che non ci convincono dal documento (un indizio lo fornisce un linguaggio troppo preciso e pulito, molto scorrevole) incollandoli nella barra di ricerca di Google e osservare i risultati. Se il testo è stato copiato tout court, tra i primi siti vedremo intere frasi evidenziate in neretto, potremo controllare aprendo la pagina web e confrontandola al volo con il lavoro consegnato.

Una ricerca più efficace consiste nel racchiudere tra virgolette una frase o un periodo specifico, in tal modo Google restituirà solo i risultati di pagine web che contengono esattamente quella frase o periodo.

Quello che poi faccio è selezionare il testo incriminato nel documento e inserire un commento del tipo “Passaggio tratto da [link alla pagina web originale]. E’ sempre bene citare per lo meno la fonte e rielaborare i contenuti”, in questo modo gli studenti non hanno scampo.

Revisione del compito con Google Documenti

Revisione del compito con Google Documenti

Google Assignments is coming…

Dallo scorso agosto, Google ha aperto l’accesso in beta a quella che a mio avviso è una killer application a livello educational: Google Assignments (in italiano Google Compiti). Si tratta si una web app che si integra in Google Classroom e che consente di fare tutto ciò che ho raccontato sopra, compreso il controllo di originalità dei compiti assegnati, in pochi passaggi.

Insomma, usando questi strumenti in maniera intelligente ed efficace, i nostri studenti avranno poche chance di fare i furbi. E comunque, come affermo da anni, se affiancassimo alla didattica curricolare anche l’insegnamento del buon uso delle tecnologie digitali, sarebbero le stesse ragazze e ragazzi a trarne diretto vantaggio.

Wikipedia non ti temo… anzi!

Wikipedia memeConcludo con una riflessione su Wikipedia, temuta da moltissimi docenti come il demonio, sia perché gli studenti la usano per scopiazzare acriticamente contenuti, sia per la supposta inaffidabilità, poiché si tratta di una enciclopedia che può essere scritta da chiunque.

Piuttosto spesso scoppiano discussioni in merito, anche in gruppi di docenti come il nostro, che quasi sistematicamente si concludono con sterili scontri tra fazioni pro o contro Wikipedia.

Occorre ribadire che la sua affidabilità, soprattutto per le voci più importanti, è garantita dal continuo controllo incrociato che fanno le migliaia di utenti che vi contribuiscono e che letteralmente “adottano” le singole pagine.

Non starò qui a puntare il dito né contro i suoi detrattori più accesi, né tantomeno contro i suoi supporter più sfegatati, ma voglio sottolineare che Wikipedia è una fonte informativa come qualunque altra se ne trova sul web. Proibirne l’uso agli studenti sarebbe un danno al libero accesso all’informazione. Ciò che bisogna fare è invece fornire a ragazze e ragazzi gli strumenti cognitivi per sviluppare un pensiero critico autonomo e indipendente, grazie al quale possano discernere le fonti affidabili da quelle inaffidabili, le notizie false da quelle autentiche, in tal modo produrre contenuti originali e autentici sarà per loro una naturale conseguenza.

Informazioni su Pietro Blu Giandonato

Sono geologo, la mia attività principale è quella di insegnante di ruolo di scienze alle scuole superiori. Da quasi 20 anni mi occupo anche di GIS e geomatica. Altra mia passione è la tecnologia, soprattutto quando aiuta a vivere e lavorare meglio.

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