//
stai leggendo...
Esperienze, Testimonianze

Non si dica “E’ un semplice PPT!”

Immagine8

Tre anni sono trascorsi dal momento in cui ho iniziato con la classe, che ha terminato gli esami di licenza media nei giorni scorsi, un percorso innovativo: l’uso delle ICT nella didattica dell’italiano.

All’inizio sembrava tutto un po’ complicato, abbiamo dovuto superare tante difficoltà, per non parlare dei limiti, diciamo, “mentali” dei colleghi che hanno più volte denigrato il lavoro affermando che non si faceva didattica, ma si stava giocando. Un gioco che oggi è servito anche a loro, perché pur di ottenere qualcosa dalla valorizzazione del merito, alla voce uso delle ICT nella didattica, hanno utilizzato alcune semplici applicazioni, dunque, viene spontaneo chiedersi: hanno giocato anche loro?

Gli alunni di certo non hanno giocato, il loro è stato un percorso guidato e ragionato sull’uso delle tecnologie nella didattica, che sono e saranno sempre strumenti per la didattica. Quando l’attività in classe viene svolta con le ICT, non cambia il metodo d’insegnamento, ma cambiano gli strumenti utilizzati: al libro cartaceo si affianca quello digitale, al quaderno e alla penna si affianca la scrittura su un foglio word, alla consueta interrogazione orale si affianca l’imparare a relazionare con l’aiuto di una mappa concettuale, per gli alunni che ne hanno bisogno, oppure con una presentazione che può essere eseguita con diverse applicazioni, da prezi, a emaze, a genial.ly e tante altre fino ad utilizzare un power point, ma non un semplice PPT!

Gli alunni hanno imparato a gestire l’applicativo, ma soprattutto ad integrare le diverse funzioni in rapporto a ciò che deve essere comunicato in forma sia verbale che visiva. Un lavoro che prevede diverse fasi, così come è stato spiegato loro e dimostrato dal docente attraverso le presentazioni realizzate per i diversi argomenti oggetto delle lezioni.

Un ppt che mostra non solo la capacità di collegare i concetti, capacità fondamentale, ma anche il saper progettare, saper utilizzare l’animazione giusta, i tempi giusti per le transizioni, controllare l’inserimento dell’audio o di un video, in poche parole saper presentare un argomento o più argomenti correlati.

Questo è ciò che hanno saputo fare gli alunni che hanno seguito un percorso triennale sull’uso delle ICT nella didattica. Di certo, non solo PPT, ma anche altri strumenti sono serviti a garantire ai ragazzi l’acquisizione di una competenza digitale.

Immaginel

Per un approfondimento si rimanda al link del sito realizzato per la classe, nel quale poter visionare tutto il percorso triennale

http://profgiornalista7.wix.com/classedigitale1b

e anche i lavori svolti per fine anno scolastico (caricati su una bacheca virtuale, padlet)

https://padlet.com/boveam/1pugiobgltgo

e i percorsi pluridisciplinari presentati all’esame.

https://padlet.com/boveam/xnneest1r7uk

Annunci

Informazioni su Annamaria Bove/profgiornalista

docente di lettere, giornalista/pubblicista iscritta all'albo dell'O.d.G. Campania, formatore docenti

Discussione

4 pensieri su “Non si dica “E’ un semplice PPT!”

  1. Cara Annamaria Bove metodologia e tecnologia caratterizzano il tuo modo di insegnare. Ho avuto la fortuna di conoscere i tuoi alunni che sempre ti hanno seguita mostrando passione ed entusiasmo per questo tipo di insegnamento. Il tuo successo sta proprio in questo: mettere la passione , insegnando in maniera alternativa. Chi ti ha potuta conoscere e seguire durante il suo iter di sicuro ne è uscito ricco e ” tecnologico”. Sempre con stima ed ammirazione. Un bacione.

    Pubblicato da Linda | 5 luglio 2016, 5:55 am
  2. Cara Annamaria,

    la condivisione di questa esperienza racconta molte cose: innanzitutto che occorre avere molta passione per i ragazzi e per il proprio lavoro e la curiosità indomabile di provare nuove strade. A mio parere queste sono caratteristiche fondamentali di un insegnante.

    Un’altra componente di successo che ho trovato nel tuo articolo è l’importanza del sapere esattamente “dove” vogliamo portare i nostri ragazzi, e il “perché”.
    Senza questa consapevolezza, la fatica e i fallimenti che fanno parte di ogni intervento didattico, soprattutto se nuovo rispetto alla prassi, ci scoraggerebbero.

    Giustamente hai posto l’attenzione non sullo strumento (una app, o un software) ma su ciò che il PROCESSO di insegnamento e di apprendimento producono: imparare a PROGETTARE, imparare a creare RELAZIONI, imparare quale è il REGISTRO migliore per presentarle agli altri. E con questo progetto anche imparare a GESTIRE il tempo, a collaborare con i compagni, a mettere il proprio talento nel gruppo per un risultato comune ma anche a nutrire le proprie capacità e la propria CURIOSITA’ (quando l’insegnante di mio figlio ha dichiarato – non solo a parole – che uno dei suoi obiettivi era non smettere mai di nutrire la curiosità e la voglia i scoprire dei bambini, ho deciso che quella era la scuola che volevo per lui!).

    Concludo questo commento esprimendo un mio parere personale, con delicatezza verso coloro che la pensano diversamente, ma anche con ferma convinzione: sono davvero stanca di sentire nella scuola tante discussioni e polemiche su opposizioni che secondo me in realtà non esistono…. Testo di carta sì – testo digitale no, scrittura a mano sì – scrittura con computer o tablet no, apprendimento di nozioni – apprendimento attraverso il fare… potrei continuare con una lista lunghissima. Si tratta semplicemente di STRUMENTI e METODI con i quali ogni insegnante ha l’opportunità di comporre un “bouquet” vario ogni giorno, consapevolmente, e in FUNZIONE dello studente che ha di fronte, consentendo a lui di esercitare competenze diverse ma ugualmente importanti.

    Infine, parli di solitudine in questa esperienza. Nella natura umana è normale avere paura del nuovo, resistere al cambiamento, ma l’insegnante – voglio crederlo che sia ancora così e ne incontro ogni giorno in questa bellissima e inafferrabile Italia – è anche un intellettuale, un ricercatore nella propria disciplina e nella didattica, che non può fare a meno di superare questa paura per mettersi in gioco.

    Auguri a te e a tutti gli splendidi insegnanti di questo sito per i progetti che state portando avanti, e come genitore un grazie per non rinunciare a costruire una scuola di qualità, ogni giorno.

    – Michela Barbieri

    Pubblicato da Michela Barbieri | 6 luglio 2016, 9:08 am
  3. Lavoro ammirevole…. Non c’è altro da aggiungere.👏👏👏👏👏👏

    Pubblicato da maestraedy | 8 agosto 2016, 8:01 pm
  4. Mi ritrovo pienamente nell’articolo della collega Annamaria Bove (stesse difficoltà ma anche stessi obiettivi e convinzioni). Questo tipo di attività io la faccio da ormai 10 anni. Conservo i lavori svolti di tutti i miei allievi di scuola media dal lontano 2007, ed è molto interessante vedere come è cambiato l’approccio alle tecnologie digitali da parte degli alunni man mano che le tecnologie stesse sono entrate nelle loro case (10 anni fa la situazione era ben diversa).

    Un saluto a tutti.

    Andrea Zuppa

    Pubblicato da Andrea Zuppa | 1 settembre 2016, 5:33 pm

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Seguici su Twitter

Articoli Recenti

BlogItalia - La directory italiana dei blog
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: